La Siviglia magica di Palmero e Lonedo: la parola a Massimo Magnani

Quella di domenica scorsa è stata una giornata parecchio significativa per la maratona femminile italiana. In un colpo solo e nella stessa gara sono arrivate la sesta e la settima prestazione di sempre sulla distanza. Merito di Elisa Palmero e Rebecca Lonedo. La prima protagonista del migliore esordio di sempre per un’azzurra con il crono di 2’24″10. La seconda arrivata al traguardo poco più indietro dopo 2h24’28” e al pari della compagna di allenamenti in negative split.

Entrambe sono allenate da Massimo Magnani, guru della maratona italiana che a Ferrara guida al momento i migliori talenti della specialità considerando tra gli altri anche quell’Iliass Aouani protagonista di un 2025 da incorniciare.

Massimo, meglio di così…
“E’ stata una domenica produttiva, entusiasmante e interessante per le prospettive che si aprono davanti a queste due ragazze. Quello che si è visto a Siviglia non è altro che il coronamento di un percorso di lavoro che mi sento di definire come appena iniziato”.

In effetti sia Elisa Palmero che Rebecca Lonedo lavorano con te da poco tempo.
“Elisa sostanzialmente da un anno. Rebecca da giugno. Hanno grandi qualità e ancora le hanno fatte vedere solo in minima parte se pensiamo che Elisa era al debutto ed è stata la migliore di sempre e Rebecca era alla quarta maratona in carriera e ha disintegrato il personale. Da Siviglia siamo perciò tornati a casa con dati interessanti. Adesso devo essere bravo io a non disperdere questo patrimonio”.


Analizziamo la prova di Elisa.
“E’ la vera novità di questo 2026, sapevo avesse margini e una predisposizione per la maratona. Il percorso di avvicinamento è stato impostato all’insegna della prudenza, pensando che l’unico strascico che questa prova avrebbe dovuto lasciare sarebbe stata la voglia di rifarla ancora. L’obiettivo erano le 2h25′ e lei si è superata nella parte finale correndo più forte nella seconda metà di gara (1h12’28”), tenendo presente come sia rimasta senza pacer dal 27° km in avanti. Ha fatto un capolavoro negli ultimi 2 km, superando tre atlete che le stavano davanti a un ritmo di 3’10” al km, un’indicazione su come stava e su cosa potrà fare in futuro”.

Se il buongiorno si vede dal mattino…
“Su questa distanza può competere in campo internazionale a un livello molto alto. Il progetto è partito l’anno scorso e mira alla maratona olimpica di Los Angeles 2028. La crescita dovrà essere però graduale. In questo 2026 Elisa tornerà a concentrarsi sulla pista, con l’obiettivo di correre i 5.000 e i 10.000 metri agli Europei di Birmingham. Deve sviluppare la resistenza che serve e quella meccanica di corsa per essere sempre più economica. Nel 2027 l’idea è quella di correre una maratona tra Europei su strada e Mondiali di Pechino”.

Massimo Magnani.


E veniamo a Rebecca Lonedo.
“Per lei avevamo stabilito un ritmo per arrivare sotto le 2h26″: si è superata. Con il passare dei chilometri ha preso coraggio e ha tratto giovamento dalla presenza di Elisa davanti a lei, facendo segnare ottimi riscontri tra il 30° e il 35° km e la seconda parte di gara in 1h11’22 dopo il passaggio alla mezza in 1h13’06”.

Rebecca è arrivata da te dopo l’esperienza con Stefano Baldini.
“Non conosco i motivi della loro separazione, ma il lavoro fatto in precedenza è stato ottimo e lei aveva fatto registrare un personale di 2h28′. Aveva mostrato fin da giovane la propensione ad andar forte sui 42 km, poi il suo percorso era stato rallentato da un infortunio. Non dimentichiamoci della gara iridata di Tokyo dello scorso settembre, dove nonostante le condizioni climatiche pessime ha concluso tra le prime venti battendo atlete sulla carta più forti di lei”.


Quali sono ora i suoi obiettivi?
“Ci concentreremo sul consolidamento delle sue qualità e sulla capacità di gestire la corsa uno contro uno tipica dei campionati internazionali”.

foto Grana / Fidal

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