Un sabato qualunque, un sabato italiano. Siamo in testa al medagliere dopo due giornate su tre dei Mondiali indoor di Torun. Merito di Nadia Battocletti e Zaynab Dosso, splendidi ori che si aggiungono a quello portato a casa ieri da Andy Diaz. Tre vittorie non erano mai arrivate in un’edizione iridata per l’Italia, né all’aperto né in sala. E non è ancora finita.
Ad aprire la serata è Straordinadia. La trentina ancora una volta dà dimostrazione di intelligenza tattica: corre in testa e in pieno controllo i 3000 metri, argina l’allungo dell’australiana Jessica Hull mentre la favorita Hailu è fuori dai giochi dopo esser rimasta attardata per una caduta. Poi apre il gas, come aveva già fatto alle Olimpiadi di Parigi e ai Mondiali di Tokyo. Non c’è n’è per nessuna: 8’57″64 e primo titolo iridato alla prima partecipazione in una rassegna indoor, con l’argento alla statunitense Mackay e bronzo proprio alla Hull.
Le parole di Nadia Battocletti
“È stata una gara folle, penso di aver finito le lacrime di gioia – ha detto ai microfoni Fidal, Nadia Battocletti – Qui bisognava danzare nel caos, l’ho ripetuto a me stessa nei momenti più critici, e ci sono riuscita. Per me è un sogno, non perché non creda in me stessa ma in questa gara ho faticato, il percorso di avvicinamento non è stato semplice. Ritrovarmi a fare una gara così, un finale così dopo un ultimo mese per me completamente in salita, è qualcosa di molto importante: ho concluso il Ramadan due giorni fa, quindi le sensazioni in allenamento non potevano essere ottimali. Fino alla scorsa settimana ero in dubbio se partecipare, non avevo le sensazioni che ricerco negli allenamenti, devo ringraziare il mio staff e la mia famiglia per avermi dato la forza che cercavo”.

“Non sono un’habitué di questa specialità – il commento sulla gara – mi sono resa conto subito che non sarebbe stata una gara tirata. Ai 2000 eravamo ancora tutte lì, in una situazione del genere tutte sono pericolose, bisognava tenere gli occhi aperti. Ho lasciato andare il treno, dentro di me ho pensato di stare lì come un segugio, di sentire il momento giusto per partire e poi ‘giù tutti i cavalli”.
Dosso regina dopo il bronzo e l’argento delle ultime edizioni
Due ore dopo Nadia, ecco Zaynab. Finalmente regina dopo i podi collezionati nelle ultime due rassegne iridate indoor.
L’allieva di Giorgio Frinolli era stata bronzo a Glasgow 2024 e argento a Nanchino un anno fa. E’ arrivata in Polonia con la forma migliore di sempre, per lei anche una volta sotto i 7 secondi. Era una delle grandi favorite e non aveva più voglia di farsi sfuggire la grande occasione, nemmeno dinanzi ad avversarie del calibro di Julien Alfred, la campionessa olimpica dei 100 che stasera si è dovuta accontentare del bronzo alle spalle anche dell’americana Sears.

Là davanti, Dosso chiude i 60 metri più belli della vita in 7 secondi netti. E’ sembrata scioltissima. Una scheggia irraggiungibile. “Quest’anno ho fatto un salto in più a livello mentale – ha detto ai microfoni Fidal dopo il traguardo – e qui sapevo di essere pronta per questo palcoscenico. Mi sentivo esplosiva, in controllo, mi ha aiutato il tanto lavoro di quest’inverno e ho tenuto testa alla campionessa olimpica. Dopo il bronzo e l’argento, era il mio momento”.
Domani, nella giornata di chiusura, altre carte pesanti sul tavolo azzurro: su tutti, Fabbri nel peso, Iapichino e Furlani nel lungo.
foto Grana / Fidal

