I Mondiali indoor di Torun si chiudono per l’Italia con cinque medaglie, tre ori e due argenti e un terzo posto nel medagliere alle spalle di Stati Uniti e Gran Bretagna, come mai era accaduto prima in una rassegna al coperto.
Nella terza e ultima giornata medaglia i podi arrivano dal salto in lungo, grazie a Larissa Iapichino e a Mattia Furlani.
L’allieva di papà Gianni, dopo un avvio lento, trova al quinto e decisivo turno il guizzo da 6,84 e all’ultimo salto la misura di 6,87 che non comunque non basterà per vincere l’oro, appannaggio della portoghese Agate De Sousa (6,92), mentre il bronzo è della colombiana Natalia Linares.
Per la 23enne delle Fiamme Oro, dopo tre medaglie agli europei, è il primo podio a livello mondiale: “È mancato poco per l’oro – le parole dell’azzurra sui canali Fidal – ma tutto sommato mi sono piaciuta nella seconda parte di gara e ho lottato, poi è sempre questione di centimetri. Ho pensato di avere una sorta di maledizione con i Mondiali perché succedeva sempre qualcosa ma oggi nonostante le mie solite ‘larissate’ sono riuscita finalmente a raggiungere quest’obiettivo. Quei cinque centimetri me li potrò riprendere in estate, agli Europei di Birmingham”.
Furlani beffato dal portoghese Baldé
Non delude in serata Mattia Furlani, a lungo in testa alla gara. Il record personale eguagliato di 8,39 vale anche il settimo podio internazionale consecutivo. Una striscia incredibile a soli 21 anni che però non basta per l’oro. Perché all’ultimo salto arriva la zampata del portoghese Gerson Baldé, capace di atterrare a 8,45. Bronzo per il bulgaro Bozhidar Saraboyukov, altro grande nome di questa finale, a 8,31.

“È fantastico – racconta Mattia Furlani ai microfoni Fidal – dopo le ultime settimane che non sono state facili per me, se penso che tornavo da un periodo di influenza e che stanotte ho dato due volte di stomaco. Mi sento grato, perché ho fatto un ottimo lavoro, ma allo stesso tempo c’è da lavorare ancora su molte cose. L’obiettivo era confermarsi e difendere il titolo, inutile nasconderlo, ma ogni gara è a sé. In quel salto, se avessi preso più centimetri alla pedana, ero sugli 8,50 e anche la chiusura non è stata il massimo. È importante tirare fuori le unghie al momento che conta: questa è stata una tappa bellissima, di crescita. Sono pronto ormai per certe misure che diventano l’obiettivo per la stagione all’aperto, anche perché il miglioramento di quest’anno indoor è soprattutto nella media dei salti”.
Nelle dichiarazioni di rito post-rassegna, il presidente federale Stefano Mei, dopo aver elogiato lo stato del movimento e gli azzurri da medaglia, ha rilanciato la candidatura di Roma per i Mondiali del 2029 o del 2031, contando di aprire a breve un dialogo con il Governo. Speriamo che stavolta non si arrivi all’imbarazzo di due anni fa, quando la candidatura per l’edizione del 2027 venne ritirata a causa delle mancate garanzie istituzionali.
Mondiali indoor Torun 2026 – Medaglie e piazzamenti azzurri (fonte fidal.it)
Oro: Andy Diaz (triplo); Zaynab Dosso (60); Nadia Battocletti (3000)
Argento: Mattia Furlani (lungo); Larissa Iapichino (lungo)
Settimo posto: Federico Riva (1500); Andrea Dallavalle (triplo); Leonardo Fabbri (peso); Sveva Gerevini (pentathlon)
Ottavo posto: Lorenzo Simonelli (60 ostacoli)
foto Grana / Fidal

