Diego Nappi: “A Tampere tutto perfetto. Tokyo? Sono a disposizione, sarebbe un sogno”

Dei sei ori di Tampere, è stato uno dei più belli e meno scontati, arrivato al termine di una prova aggressiva ed esaltante che l’ha portato sul trono degli europei under 20 nei 200 metri un anno dopo il trionfo a quelli under 18 di Banska Bystrica. Diego Nappi da Porto Torres, portacolori delle Fiamme Oro, 18 anni compiuti proprio poche ore dopo il successo, è anche la nuova speranza della velocità azzurra, che ai piani alti è in panne. Voci di corridoio, nelle ultime ore, lo accostano persino alla 4×100 di Tokyo, vista la penuria di risorse a disposizione del prof. Di Mulo.

Diego, tu saresti pronto ad andare ai mondiali coi big?
“Se volessero, sarei a disposizione. Ma a me non è stato detto nulla finora. Certo, la nazionale assoluta è il sogno”.

Torniamo ai 200 di Tampere: 20″76 in batteria col personale, ma soprattutto 20″77 con tre metri di vento in faccia all’ultimo atto. Se non ci fosse stato che crono sarebbe uscito fuori?
“Sinceramente non lo so, posso solo dire che io il vento lo soffro tanto”.

Cosa ti ha detto il tuo allenatore Marco Trapasso prima e dopo la gara?
“Abbiamo analizzato gli avversari e mi ha trasmesso tranquillità, dicendomi di concentrarmi su quello che so fare. Dopo l’arrivo ci siamo goduti insieme il momento”.


Ma quella partenza a razzo era stata studiata così?
“Sì, e attorno a questa partenza c’è un lavoro che parte da lontano. Avevamo preparato i campionati con una partenza diversa, poi abbiamo cambiato l’uscita dal blocco a due settimane dalla gara, decidendo di rischiare. In batteria e in semifinale ho cercato più le sensazioni. Ma in finale ho spinto tanto, non ero mai partito così aggressivo”.

Cosa c’è di diverso rispetto al passato?
“Quest’inverno avevamo deciso di partire con entrambe le ginocchia per terra in modo da togliere un po’ di carico alle braccia sul pronti viste le mie difficoltà. Ma a un certo punto siamo tornati a quella dell’anno scorso, con qualche piccola modifica che ho eseguito in finale”.

È proprio nei primi metri che hai costruito la vittoria costringendo gli avversari, in primis il portoghese Pedro Alfonso, a inseguire.
“Io le partenze forti non le reggo di solito, in particolar modo soffro sul terzo appoggio. Ma stavolta, sarà stata l’adrenalina a tenermi su. È stato tutto perfetto, era necessario fare in quel modo lì per mettere in difficoltà i più forti”.

Com’è stato risvegliarsi maggiorenne e con la medaglia d’oro al collo?
“Bellissimo, ho pensato che questo successo è una spinta in più per i mondiali del prossimo anno. Ma credo che valga lo stesso per tutto il gruppo azzurro”.


In Finlandia ti sei fatto il regalo più bello per i 18 anni. E poi?
“E poi ne ho ricevuto uno che per me vale tanto, quello della mia fidanzata Elisa (l’altro super talento Valensin, ndr). Mi ha regalato un braccialetto con incisa una frase per me molto significativa: “Made for more“. Lei ha creduto tanto in me”.

Soprattutto quando a ridosso dei Campionati Italiani Under 20 ti sei procurato uno stiramento.
“Nei 100 metri a Lucca. Lei era lì con me e insieme ai miei amici mi ha tolto un peso dalla testa, mi ha aiutato a uscire da un periodo non facile a meno di due mesi dagli europei. Perché questo 2025 è stato tutto in salita, costellato di tanti guai fisici”.

La sera della medaglia d’oro con chi hai festeggiato?
“Siamo andati a cena in quattro: con me ed Elisa c’erano anche Daniele Inzoli e Margherita Castellani. Abbiamo giusto aspettato la mezzanotte per i miei 18 anni. Ma niente di che, l’indomani eravamo tutti impegnati in pista con la 4×100”.

Dove purtroppo non è andata come speravate.
“Sono convinto che ci rifaremo, abbiamo già fissato l’obiettivo dei mondiali del prossimo anno, a Eugene. Sono però molto felice per le ragazze. Soprattutto per Elisa e Margherita, che sono riuscite a rifarsi dopo il mancato ingresso in finale nei 200”.


E ora?
“Qualche giorno di riposo e poi tornerò ad allenarmi. Tra poco ricomincia la scuola, purtroppo (ride) sarò pure di esami (frequenta il Liceo Scientifico Sportivo Europa di Sassari, ndr).

Hai detto di aver ricevuto una telefonata da parte del tuo corregionale Filippo Tortu.
“Era successo anche dopo gli italiani. Mi ha fatto i complimenti e mi ha detto che ho fatto una bellissima gara”.

Diego Nappi che messaggio vuol mandare a Filippo alla vigilia di un mondiale che si annuncia complicato?
“Di stare tranquillo, sono sicuro che la 4×100 farà bene una volta entrata in pista. Quello che è successo quest’anno sparirà sul blocco, hanno dimostrato più volte di essere una grande staffetta. E più che i tempi che finora non sono arrivati, conterà la testa”.

foto Grana / Fidal

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