La favola di Iliass Aouani, bronzo mondiale nella maratona. Furlani in finale, Duplantis WR a 6,30

Il livello dei tre maratoneti convocati per i mondiali di Tokyo si era alzato di parecchio negli ultimi mesi, tanto che era lecito aspettarsi di poterli vedere nelle prime dieci posizioni della maratona iridata. Iliass Aouani è andato però oltre le previsioni, regalando nella notte italiana la quarta medaglia azzurra con un bronzo fantastico frutto di una condotta di gara perfetta. L’Italia torna così sul podio mondiale della distanza regina dopo 22 anni: l’ultima volta era stato Stefano Baldini, bronzo, nell’edizione di Parigi Saint-Denis del 2003.

L’allievo di Massimo Magnani, che a Valencia nello scorso dicembre per lunghissimi tratti aveva corso al ritmo del record italiano, ha chiuso in 2h09’53”, a soli cinque secondi dai compagni d’avventura di una maratona tattica, come avviene spesso nei grandi eventi internazionali dove in palio c’è il prestigio delle medaglie più che l’ingaggio.

A prendersi la medaglia d’oro è il tanzaniano Alphonce Simbu, in volata sul tedesco Amanal Petros: per entrambi crono di 2h09’48” (il passaggio alla mezza era stato di 1h05’19”). Sesto un ottimo Yohanes Chiappinelli, protagonista nel folto gruppo di testa fino al km 40 dove poi sono naufragati anche etiopi, keniani e il campione del mondo di Budapest, Victor Kiplangat, solo 15° all’arrivo. Ancora una volta niente da fare per Yeman Crippa, che si è ritirato al km 32.


Le dichiarazioni di Iliass Aouani dopo il traguardo

“È uno di quei momenti che si sognano per tutta la vita – ha spiegato sui canali Fidal Iliass Aouani – Al quindicesimo chilometro sentivo una voce dall’interno che voleva farmi mollare, ma l’ho messa subito a tacere. Intorno a metà gara, a uno spugnaggio, ho perso una delle due lenti a contatto ma mi sono detto che me ne poteva bastare una. Sono entrato nello stadio ed è stato bellissimo, puntavo all’oro, ma gli altri stati più bravi di me. L’anno scorso ho vissuto la delusione di non essere stato convocato per le Olimpiadi, gli ultimi due mesi sono stati complicati anche per qualche infortunio. Questo bronzo arriva dal nulla, dalle case popolari di Ponte Lambro, e spero che la mia storia sia di ispirazione per tutti: quando ci credi abbastanza, i sogni si possono realizzare. Mio padre sta per andare a lavorare in cantiere e sarà fiero di me. In questa medaglia c’è di tutto: momenti di delusione in cui volevo mollare, lacrime versate in macchina da solo, ma ce l’ho fatta”.

La terza giornata dei mondiali: Furlani in finale, Duplantis 6,30

Il diario di bordo registra l’accesso in finale di Mattia Furlani. Per il reatino allenato da mamma Khaty la misura di 8,07 e il feeling con la pedana ancora da trovare. Sara Fantini è settima con 73,06 nella finale del martello (terza top 8 di fila ai mondiali) vinta dalla canadese Rogers, avanza Lorenzo Simonelli nei 110 ostacoli con il terzo posto in batteria (13″25).


Eliminate in semifinale le ostacoliste Giada Carmassi ed Elena Carraro. Quest’ultima però si migliora di altri cinque centesimi (12″79) ed è la terza delle escluse verso la finale vinta più tardi a sorpresa dalla svizzera Ditaji Kambundji con lo straordinario tempo di 12″24 (solo quarta la campionessa olimpica Masai Russell).

Niente da fare anche per Pietro Arese nella semifinale dei 1500 uomini dove a impressionare è ancora una volta l’olandese Laros. Inizialmente eliminato Federico Riva, caduto durante le prime battute della gara a causa di un contatto con un avversario che lo ha palesemente danneggiato. La Fidal ha presentato e vinto il ricorso e il romano è stato ammesso alla finale.

Out Giorgio Olivieri nelle qualfiicazioni del martello e Alessandro Sibilio nelle batterie dei 400hs, mentre nella prova femminile vanno avanti tutte e tre le azzurre: Alice Muraro con il PB di 54″36 (seconda italiana di sempre), Ayomide Folorunso e Rebecca Sartori. Gioia a metà nelle qualificazioni dell’asta donne: in finale Roberta Bruni con 4,60, out Elisa Molinarolo con 4,45.

E il resto? Beh, il resto è Armand Duplantis e la sua classe infinita! Il programma serale si prolunga di mezz’ora, fino alle 22:49 di Tokyo, le 15:49 in Italia. Giusto il tempo per aggiungere un altro centimetro alla storia e piazzare il salto di 6 metri e 30 al terzo e ultimo tentativo. Lo svedese aveva in precedenza messo in cassaforte la medaglia d’oro, la terza di fila ai mondiali, a quota 6,20, quando era uscito di scena il bravissimo greco Karalis.

L’altro oro di giornata va al neozelandese Geordie Beamish nei 3000 siepi (battuto a sorpresa il marocchino El Bakkali, mai al top in stagione).

foto Grana / Fidal

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