Mancano cinquanta giorni alla Maratona di Roma in programma domenica 22 marzo e l’attesa si fa spasmodica per un evento che ha da tempo “bruciato” i pettorali in palio. Nella Capitale si stabilirà quest’anno un altro record, quello dei 36mila maratoneti al via.
La macchina organizzativa si muove a pieni giri e gli organizzatori hanno ufficializzato nei giorni scorsi il team dei pacer, che per l’edizione 2026 saranno 258 in rappresentanza di 21 Nazioni: 147 italiani e 111 stranieri.
Per la prima volta in Europa, la Maratona di Roma metterà a disposizione anche sette pacer che seguiranno il Metodo Galloway, l’approccio Run-Walk-Run, ideato dall’omonimo ex atleta statunitense, maratoneta olimpico a Monaco 1972.
Jeff Galloway, dopo il ritiro dall’attività agonistica, si dedicò alla promozione dei benefici della corsa, portando innumerevoli atleti a correre la maratona utilizzando un metodo che prevede l’alternanza di corsa e camminata, permettendo di ridurre sensibilmente i tempi di recupero degli allenamenti e di far crescere la distanza massima con minori rischi di sovraccarico fisico oltre che avere delle ripercussioni in ambito psicologico: gestire le lunghe distanze è più semplice se queste vengono suddivise in segmenti.
Il metodo Galloway spiegato in modo semplice
Il metodo Galloway è un vero e proprio programma di allenamento che dura 30 settimane e prevede 3 sessioni alla settimana, due per mantenere la condizione fisica, il terzo per migliorarla.
Correndo a intermittenza sarà possibile vincere la sfida di maratona e mezza maratona in modo graduale e meno traumatico possibile. I chilometri si allungano di settimana in settimana man mano che il fisico riesce a recuperare e a rigenerarsi tra un’uscita e l’altra. Si comincia con corsette corte, di circa 30 minuti, per aumentare la distanza ogni tre settimane circa.

Ciò che è di fondamentale importanza è che la corsa deve essere intermittente non solo tra una seduta e l’altra di allenamento ma anche all’interno della stessa seduta. Da qui l’importanza della fase di camminata che spezza quella della corsa e non stressa eccessivamente il fisico.
Durante la pausa, procedendo di passo, si ha più tempo per controllare la respirazione, riprendere fiato, abbassare i battiti, concedere una tregua alle articolazioni che impattano sul terreno a ogni appoggio.
Affidandosi al metodo Galloway, particolarmente caro ai neofiti, si conta che circa 250 mila runners statunitensi hanno tagliato con successo il traguardo di una maratona, molti dei quali durante i primi sei mesi di allenamento.
Alla Maratona di Roma i pacer che seguiranno il metodo Galloway si propongono di portare al traguardo gli atleti nei tempi di 4h15’ – 4h30’ – 4h45’ – 5h00’ – 5h30’ – 6h00’ – 6h30’.

