Ogni grande campione ha il suo angelo custode. Ogni top runner si avvale spesso di qualcuno che lo segue negli allenamenti più lunghi, di solito in bicicletta. Ma Iliass Aouani, il bronzo mondiale nonché primatista italiano di maratona con il tempo di 2h04’26” realizzato a Tokyo un mese fa, ha trovato in Davide Mainini più di un bike pacer.
Mainini è un ragazzo legato a Massimo Magnani e figura chiave dello staff tecnico che in pochi mesi ha riportato a suon di medaglie (e ora anche di riscontri cronometrici) il portacolori delle Fiamme Azzurre in una posizione di leadership del fondo azzurro. Con prospettive non ancora del tutto esplorate.
Davide, come nasce il rapporto di collaborazione con Iliass Aouani?
“Ho cominciato a frequentare Iliass e Massimo Magnani alla fine del 2022, quando ho svolto il tirocinio per la mia laurea all’Università di Ferrara. E’ stato un prof della facoltà di Scienze Motorie a mettermi in contatto con loro, da lì ho iniziato a seguire gli allenamenti di Aouani e a osservare le metodologie di Magnani”.

E poi?
“Poi ho cominciato a rendermi utile. Iliass per i lavori lunghi era seguito da Mauro Crivellini, che però era sempre molto impegnato. E allora capitava che a salire in bici fossi io. Il mio hobby è il triathlon e così univo l’utile al dilettevole. Essere pacer è una cosa che va allenata e col tempo si migliora. Ma con Iliass il feeling è nato quasi subito”.
Che rapporto vi lega?
“Direi straordinario, tra di noi è nata una bella amicizia che va oltre i momenti dell’allenamento. Abbiamo modi simili di vedere le cose, siamo molto compatibili. Sono felice di essere il suo bike pacer e di essere diventato un assistente di Massimo. Adesso il gruppo è cresciuto e do i ritmi anche a Federica Del Buono ed Elisa Palmero”.
Che persona è Iliass?
“E’ una persona molto riservata, precisa e attenta a non disperdere energie. Se si sbilancia, lo fa con cognizione di causa. E’ uno che ha chiari in testa gli obiettivi da raggiungere: prima degli Europei di Lovanio aveva detto che si andava lì per vincere l’oro e così è stato”.

E’ anche uno che, soprattutto in questa seconda parentesi alla corte di Magnani, si lascia guidare ed è propenso a raccogliere i suggerimenti degli esperti.
“C’è un continuo confronto sulle sue potenzialità. Negli ultimi mesi abbiamo anche organizzato degli incontri specifici insieme a Massimo e al mental coach Stefano Tavoletti, dove si è ragionato sul come sfruttare al meglio il suo grande talento”.
Intanto il mese scorso, a Tokyo, si è ripreso il record italiano.
“E’ stato il coronamento di un periodo molto positivo cominciato proprio a Lovanio. Iliass un anno fa per la verità non aveva il morale altissimo. Un paio di risultati non proprio esaltanti lo avevano un po’ buttato giù ma lui ha percepito la fiducia del suo staff e ha cambiato marcia. Ha creduto di più in se stesso e ora la sua carriera ha preso una bella direzione. Il primato italiano è solo la conseguenza logica del livello degli ultimi allenamenti e di come ha preparato le gare in modo magistrale”.
Iliass è uno dei runner dotati di maggiore sensibilità sulla corsa. Dopo i mondiali di Tokyo, Orlando Pizzolato ci aveva confidato alcuni aneddoti su allenamenti e gare dove l’uso della tecnologia non aveva un ruolo così determinante…
“Aouani segue la proposta di allenamento ideale e il piano progettato, ma poi è in grado di interpretarla in base alle varie situazioni, alla condizione fisica o banalmente in base al meteo, al vento ecc. Noi ci parliamo di continuo. Se mi dice “Easy” significa di andare un secondo più piano. Quando si sente bene arriva il “vai pure” perché magari ha deciso di incrementare il passo. E’ un corridore flessibile. Non è che mi segue e basta. E io assecondo le sue sensazioni. Lui resta concentrato e s’immagina di essere al centro del gruppo che lo trasporta”.
Cosa prevede ora il programma?
“Dopo il record italiano si è preso qualche giorno di pausa. La programmazione è tutta orientata alle Olimpiadi di Los Angeles 2028 e va a ritroso cercando di intercettare delle maratone di qualità. L’idea per il 2026 è ora di preparare la maratona degli Europei di Birmingham e capire se conviene correre una maratona da tempo come Chicago o una più da piazzamento, dove lui si esprime al meglio, come New York, in autunno. In estate invece Iliass si allenerà a St. Moritz e stabiliremo se inserire in calendario una gara intermedia più veloce che possa dare stimoli e un condizionamento positivo anche sulla sua meccanica di corsa”.
foto Pierluigi Benini

