Pronta l’Italia per Tokyo: ma chi è davvero da medaglia?

E’ un’Italia a sei punte, tre uomini e tre donne, quella che si prepara ad affrontare i campionati del mondo di Tokyo (a breve le convocazioni ufficiali). Sono almeno sei le grandi possibilità di medaglia per gli azzurri, confermate anche dalle previsioni effettuate dalla prestigiosa rivista americana Track&Field News. Sarebbe un bel passo in avanti rispetto a Budapest 2023, dove furono raccolte quattro medaglie.

Da una parte ecco Nadia Battocletti, Larissa Iapichino, Antonella Palmisano. Dall’altra, Leo Fabbri, Andy Diaz e Mattia Furlani. La regina del mezzofondo come massima espressione della pista, poi la tradizione della marcia e un’abbuffata di coraggiosi ragazzi in pedana.

Podio per sei: le ragazze

Nadia Battocletti, già capitana a Madrid in occasione della Coppa Europa-bis, vuole attaccarsi alle africane e bruciarle in dirittura d’arrivo, come accaduto ai Giochi di Parigi. Beatrice Chebet, crono alla mano, è ancora lontana. Ma senza lepri/wavelight e in gare tattiche, la trentina è maestra nella distribuzione dello sforzo. Nonostante l’agguerrita concorrenza, è da podio sia nei 5000 che nei 10.000.


Dopo il secondo diamante della Diamond League soffiato a Malaika Mihambo per un solo centimetro, Larissa Iapichino, quest’anno campionessa europea indoor e per la prima volta oltre quota 7 metri, è una delle favorite per il titolo, insieme alla tedesca e all’olimpionica Tara Davis, che hanno dalla loro una maggiore abitudine a valicare quella fatidica barriera. La forza di Larissa è nella costanza di rendimento e nella capacità di rimanere sul pezzo fino all’ultimo salto dei grandi appuntamenti.

Larissa Iapichino a Parigi.


Antonella Palmisano attende questo momento da quella maledetta settimana di Parigi, quando il Covid le impedì di rendere al massimo e di difendere il titolo della 20 km conquistato a Tokyo. Dalle strade giapponesi riparte l’ultimo pezzo di carriera della campionessa di Mottola, chiamata a capitalizzare un altro ottimo momento della marcia azzurra orfana però dell’amico e corregionale Massimo Stano (infortunato).


Per l’allieva di Lorenzo Dessi c’è una doppia possibilità, dal momento che gareggerà anche nella 35 km, che ha corso per la prima volta a Podebrady con ottimi riscontri (e il primato italiano). Le principali rivali sono le stesse di sempre: la spagnola Maria Perez e la peruviana Kimberly Garcia su entrambe le distanze, mentre nella 20 km occhio anche all’ecuadoriana Torres e alla cinese Yang, oro a Parigi.

Podio per sei: i ragazzi

Leo Fabbri è un altro di quelli che per mesi si è svegliato di soprassalto pensando alla brutta esperienza dei Giochi Olimpici. Stagione per lui finora meno esaltante (e continua) rispetto a quella del record italiano e del titolo europeo, ma il 22,82 di Caorle fa ben sperare per il fiorentino, che a Tokyo, per la medaglia-bis dopo l’argento di Budapest, dovrà superare la concorrenza dei pretendenti noti da tempo: Crouser (sin qui out per problemi al gomito) Otterdahl, Kovacs (se sarà confermata la wild card), Walsh, Campbell.


Le migliori soddisfazioni in campo maschile potrebbero arrivare dai salti in estensione grazie a Andy Diaz e Mattia Furlani. Il primo darà vita a un duello mozzafiato con Pedro Pichardo, battuto pochi giorni fa a Zurigo per il quinto diamante della carriera. Dopo il doppio oro europeo e mondiale indoor, l’italo-cubano ha sofferto a lungo di pubalgia, ma tutto sembra rientrato in tempo per la gara dell’anno.


Anche Furlani è indubbiamente uno dei favoriti per la vittoria a Tokyo. Stagione più costante la sua rispetto al collega del triplo, e un paio di salti sopra l’8,30 sono garanzia di competitività. Tentoglou non è quello dei giorni migliori, ma in tanti sono in grado di piazzare la zampata decisiva, dal giamaicano Pinnock allo svizzero-decatleta Ehammer.

Mattia Furlani alle finali di Diamond League.


Gli altri azzurri: tra progressi attesi, staffette e infortuni “limitanti”

Della spedizione azzurra che dovrebbe sfiorare le ottanta unità, sono tanti gli atleti da seguire sotto la lente d’ingrandimento perché in grado di sorprendere in zona podio, di aspirare alla finale, di migliorare il proprio primato personale in virtù di quanto visto finora in stagione.

Tra questi meritano attenzione Zaynab Dosso nei 100 (la volta buona per i sub-11″?), Edoardo Scotti nei 400 (profumo di record italiano), Francesco Pernici (è l’ora di superare un certo Fiasconaro…) ed Eloisa Coiro negli 800, Giada Carmassi nei 100hs (obiettivo limare ancora il 12″69 di Stoccolma), Matteo Sioli nell’alto (2,30 agli europei under 23), Lorenzo Simonelli nei 110hs, la baby Erika Saraceni nel triplo (si riparte dal 14,24 di Tampere), Federico Riva nei 1500 e Francesco Fortunato nella 20 km di marcia, tutt’altro che lontano dai favoriti per le medaglie.

Matteo Sioli agli europei under 23.


Ci si aspetta poi un buon piazzamento dai maratoneti Crippa, Aouani e Chiappinelli, mentre al momento non offrono garanzie Alessandro Sibilio (ultime uscite deludenti) e quelli che hanno dovuto far fronte agli infortuni come Luca Sito, Pietro Arese e Stefano Sottile.

Riflettori a parte per le quattrocentiste, reduci da una stagione formidabile scandita da una sfilza di miglioramenti: Anna Polinari (scesa fino a 50″76), Virginia Troiani e Alice Mangione più Alessandra Bonora sono pronte ad aggiornare il primato italiano della 4×400.

Anna Polinari a Madrid.


A proposito di staffette: la 4×100 maschile non è quella degli anni scorsi e rappresenta oggi una grande incognita. L’argento di Budapest e l’oro di Roma agli europei sembrano lontani anni luce, a causa degli infortuni (e precarie condizioni) che hanno tagliato fuori per tutta la stagione i due uomini più veloci, Citru Ali e Marcell Jacobs.


L’oro olimpico di Tokyo 2021 dovrebbe imbarcarsi per il Giappone ma non ci sono notizie sul suo reale stato di forma. Del gruppo di Di Mulo faranno parte anche Matteo Melluzzo e Lorenzo Patta, loro sì recuperati a tempo di record dopo i rispettivi k.o. di fine giugno.

Gli eroi di Tokyo 2021, quelli della scintilla per il successivo boom dell’atletica italiana, in effetti non se la passano bene. Oltre a Stano (sicuro assente) e ai problemi di Jacobs e 4×100, anche Gianmarco Tamberi è in dubbio per i mondiali e scioglierà le riserve nelle prossime ore. Fino a quindici giorni fa non era affatto competitivo. Ma con Gimbo mai dire mai…

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