Cala il sipario su Tokyo 2025: cosa resterà di questi mondiali?

Con le ultime medaglie assegnate (niente gloria per l’Italia, solo ottava e senza l’auspicabile record italiano la 4×400 donne con cambio di formazione in extremis, Coiro per Bonora) sono andati in archivio i Campionati mondiali di Tokyo e in un certo senso va in archivio anche la stagione 2025, considerata l’inedita collocazione in calendario della rassegna iridata.

Ad aggiudicarsi il medagliere (51 le Nazioni a podio) sono, manco a dirlo, gli Stati Uniti (26 medaglie, 16 ori, 5 argenti, 5 bronzi), mentre gli azzurri fanno un figurone con lo storico bottino di sette medaglie (decimo posto, quarto per numero di medaglie dopo Usa, Kenya e Giamaica): l’oro di Mattia Furlani, i tre argenti firmati Dallavalle, Palmisano e Battocletti, e i tre bronzi di Aouani, Fabbri e ancora Battocletti.

Nelle gare individuali altri quattro azzurri hanno raggiunto la finale (Diaz, Fantini, Federico Riva, Sioli) oltre alle due staffette 4×400 donne e 4×400 mista. Nella top ten anche Yoghi Chiappinelli e Riccardo Orsoni, che tra maratona e marcia chiaramente non dovevano affrontare qualificazioni.

Ricorderemo tantissime cose di questo bel mondiale, a cominciare dalle nostre medaglie, specchio di un movimento che offre ormai ampie garanzie anche per il futuro.

Cosa resterà di questi mondiali 2025: appunti sparsi…

L’uno-due Giamaica nei 100 piani con Oblique Seville e Kishane Thompson…
Il dominio botswano nel giro di pista: dall’oro di Kebinatshipi a quello della staffetta del miglio…
I grandi campioni in affanno: giù dal podio non solo Gimbo Tamberi e Marcell Jacobs, com’era preventivabile, ma anche Jakob Ingebrigtsen sia nei 1500 che nei 5000, Karsten Warholm nei 400hs, Mitiadis Tentoglou nel lungo, Grant Holloway nei 110hs…
La dormita di El Bakkali nei 3000 siepi, beffato dal neozelandese esperto in agguati Geordie Beamish…
Gli arrivi in volata delle maratone: Simbu-Petros tra gli uomini, Jepchirchir-Assefa tra le donne…
Le doppiette individuali tutte al femminile del nuovo fenomeno della velocità, Melissa Jefferson (100-200 a cui aggiunge anche l’oro nella 4×100), Beatrice Chebet (5000-10.000), Maria Perez (marcia 35 e 20 km)…
L’unico record del mondo di Armand Duplantis (6,30)…
La delusione di Larissa Iapichino, out dalla finale del lungo, lei che era favorita per il podio
L’irruzione nei 400 piani di Sydney McLaughlin, ora pronta a dare l’assalto al record del mondo…
Il primato italiano di Edoardo Scotti nei 400 (44″45)…
Il dominio keniano nel mezzofondo rosa, dalla sorpresa Odira negli 800 allo strapotere di Chebet nel prolungato passando per l’imbattibile Kipyegon nei 1500…
Il riscatto di Andrea Dallavalle: e chi se l’immaginava, senza gare outdoor, di vederlo d’argento nel triplo?
L’incredibile bronzo ex-aequo nell’eptathlon (6581 punti) di Taliyah Brooks e Katarina Johnson-Thompson…
Le lacrime di Vittoria Fontana, infortunatasi nella prima frazione della 4×100…
La sbracciata di Marcell Jacobs, che impedisce agli azzurri di giocarsi il pass per la finale della 4×100…
E chissà quante altre cose…

Arrivederci a Pechino 2027!

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