Le World Relays di Alice Pagliarini: la 4×100 ha un nuovo punto di forza

Il Botswana come punto di partenza per diventare uno dei punti fermi della nuova 4×100 donne. Alle World Relays di Gaborone non sono passate inosservate le prestazioni di Alice Pagliarini. Dopo l’apprendistato del 2025 (aveva corso la “mista” a Guangzhou), la sprinter marchigiana che due mesi fa ha compiuto 20 anni si è presa il posto di titolare, facendosi abilmente strada nelle gerarchie del responsabile di settore, Filippo Di Mulo.

La portacolori delle Fiamme Gialle ha contribuito, con due eccellenti prime frazioni, a portare l’Italia ai Mondiali di Pechino 2027: sabato scorso ha dato il là alla qualificazione insieme alla 17enne Castellani e alle veterane Dosso e Hooper (crono di 42″94). Domenica ha disputato un’ottima finale (Italia quarta con 42″61), condividendo il testimone anche con Alessia Pavese e Dalia Kaddari.

Nell’anno della ricostruzione di una staffetta, al pari di quella maschile, falcidiata da assenze e infortuni e in attesa di quel talento puro che risponde al nome di Kelly Doualla, Alice ha fornito ampie garanzie anche nei cambi. La ritroveremo sicuramente protagonista anche agli Europei di Birmingham.


“In Botswana mi sono divertita e sono contenta di come ho corso e gestito la tensione e l’emozione della gara – attacca Alice Pagliarini – Non mi aspettavo di andare così forte, era la prima prova in cui ho spinto tanto dopo l’infortunio”.

Alice, all’indomani del titolo italiano under 23 nei 60 indoor, si era infatti fatta male sulla stessa distanza agli Assoluti di Ancona, il 1° marzo. “Una piccola lesione al bicipite femorale. Però ho recuperato bene e Gaborone, in questo senso, mi ha dato la conferma”.

In entrambe le occasioni, sia sabato che domenica, hai avuto dei tempi di reazione incredibili.
“E’ un po’ la mia caratteristica, giro sempre intorno ai 140, 150 millesimi”.

Con la curva come te la cavi?
“Riesco a correre forte e agile. La prima frazione la sento mia, è la mia preferita”.

Nei cambi come sta andando?
“Sono migliorata tanto, raduno dopo raduno ho imparato a gestire il passaggio del testimone. Con Gloria (Hooper, ndr) avevo provato anche l’anno scorso più volte, quindi sono andata sul sicuro. E’ tutta questione di esperienza”.


In palio c’era il pass per i Mondiali: un po’ di pressione si è avvertita?
“Sì, anche perché alla vigilia abbiamo dovuto fare i conti con i problemi intestinali di Kaddari e Pavese, che poi si sono rese disponibili per la finale. Abbiamo perciò provato solo due volte i cambi con la nuova formazione, poi nella gara di sabato anche Margherita ha accusato dei problemini ed è subentrata un po’ di paura che qualcun altra si facesse male”.

Il prof. Di Mulo crede nelle tue qualità.
“Mi ha sempre trovata adatta al ruolo e mi ha fatto sentire la fiducia, anche se nei raduni di questa primavera avevo cambiato meno proprio per l’infortunio. A Gaborone, prima di andare in call room, mi ha saputo motivare e all’arrivo mi ha abbracciata”.

Com’è andata la preparazione invernale?
“Se sono andata forte in Botswana nonostante l’infortunio recente è perché ho lavorato bene in inverno. Quest’anno, finita la scuola, ho potuto concentrarmi meglio sull’atletica”.

Anche perché, a differenza dell’anno scorso, non rientravi da un infortunio.
“Rispetto all’autunno 2024 ho lavorato sulla forza e sono riuscita a migliorare la tecnica di corsa”.

Cosa prevede ora il tuo programma?
“Esordisco sui 100 a Savona il 20 maggio, poi mi sto guardando intorno per qualche meeting in Italia o all’estero. Gli obiettivi sono tre: campionati italiani, Europei di Birmingham e Giochi del Mediterraneo”.


E il cronometro?
“L’anno scorso ho chiuso a 11″47. Adesso mi piacerebbe scendere sotto gli 11″40”.

L’anno scorso avevi detto di voler puntare anche sui 200.
“Lo farò d’ora in avanti. Sin qui non c’è stato il tempo: alle indoor under 23 la distanza non è prevista, poi c’è stato il mese di stop per l’infortunio”.

Ti sei iscritta all’Università?
“Ho preso un anno di pausa per riflettere bene e avere le idee chiare. Vorrei studiare Criminologia ma non sono ancora convinta al 100%. A fine stagione prenderò una decisione, nel frattempo mi dedico un anno pieno solo all’atletica”.

Cosa puoi dirci del Botswana?
“Non abbiamo avuto modo di girare molto perché alloggiavamo in un luogo decentrato. Mi sono piaciute le persone: gentili e super accoglienti”.

foto Grana / Fidal

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