La speranza di Erika Saraceni: due settimane di lavoro a Roma decisive per la stagione

I giorni passano e le preoccupazioni aumentano. Ma Erika Saraceni non è una che si abbatte facilmente. E sta affrontando con una certa serenità quella che doveva essere una semplice burrasca ma che si è trasformata in qualcosa di più grande, anche per la difficoltà di arrivare a una diagnosi certa.

I problemi fisici avvertiti nella seconda parte di un 2025 per lei fantastico – culminato con il titolo europeo under 20 e la partecipazione ai Mondiali di Tokyo – hanno reso necessario all’inizio dell’anno un intervento chirurgico per rimuovere delle ernie dello sportivo.


Dopo la lunga riabilitazione, tuttavia, i sintomi non si sono placati. Ulteriori accertamenti hanno evidenziato una capsulite adesiva all’anca e non le hanno permesso di tornare ad allenarsi in chiave salto triplo.

I giorni passano e l’esordio stagionale, previsto inizialmente a Savona o al massimo agli inizi di giugno, si allontana. Da lunedì 4 la portacolori delle Fiamme Azzurre è di nuovo a Roma per altre due settimane di lavoro specifico che diranno molto sulla stagione.


Ad oggi gli Europei di Birmingham rappresentano un grande punto interrogativo per la milanese allenata da Aldo Maggi ed Eugenio Paolino, intervenuta insieme a Matteo Sioli nell’ultima puntata di Atletica Magazine Lombardia per festeggiare l’Oscar ricevuto dal Comitato regionale per le super prestazioni del 2025.

Ecco alcuni passaggi significativi dell’intervista:

Sul momento più bello della scorsa stagione

“La Coppa Europa a Madrid. E’ stata la prima gara che ho disputato subito dopo la maturità e mi è servita per staccare dallo stress e dallo studio, permettendomi di godere per il raggiungimento di un grande traguardo come quello di vestire la maglia della Nazionale assoluta. A Madrid ho sentito lo spirito di squadra, l’unione di tutti gli atleti per un unico obiettivo rispetto a una competizione individuale come i Mondiali di Tokyo”.

Sui Mondiali in Giappone

“Il primo grande evento che ho visto dal vivo. Ero andata da spettatrice agli Europei di Roma del 2024 ma in quello stadio non c’era il pienone. Essere in mezzo agli atleti più forti al mondo è stato fantastico, ma anche quello stadio gigante e il rimbombo non è stato da meno. Mi sono divertita tanto anche se non ho fatto la miglior misura”.

Sui progressi più significativi del 2025

“Dal punto di vista tecnico credo di aver raggiunto il livello più alto al Meeting di Savona, in occasione della prima gara outdoor, nonostante la forma fisica non era ancora al top. Rincorsa molto composta, salto quasi perfetto, la misura è arrivata proprio per la tecnica. La forma fisica migliore è invece arrivata agli Europei di Tampere, ma lì i salti non sono stati perfetti dal punto di vista tecnico nonostante il personale. Ecco, il salto migliore arriverà mettendo insieme Savona e Tampere ma non so a questo punto se potrà succedere in questa stagione”.

Sui problemi fisici

“Non mi alleno da saltatrice da dicembre. Dopo l’intervento chirurgico, ho fatto tanta riabilitazione. Si pensava di aver risolto con la rimozione delle ernie sport e di un’ernia ombelicale ma quando sono tornata a lavorare in pista a marzo il problema si è ripresentato. Ho fatto diverse risonanze e si è capito che tutto ha avuto origine dall’articolazione dell’anca, a causa di una postura scorretta. L’ultima diagnosi parla di capsulite adesiva all’anca destra. Sono all’ultima fase di riatletizzaizone e spero che a giugno quest’inferno possa finire e potrò tornare ad allenarmi come prima”.

Sul boom dell’atletica e i risultati dei più giovani

“C’è un’atmosfera molto stimolante. La storia di Mattia Furlani è d’ispirazione. Con lui ho vissute tutte le Nazionali negli ultimi quattro anni e ho visto come da un anno all’altro siano cambiate le cose per lui. Passare dai successi tra gli Under 18 all’oro mondiale tra gli assoluti è stato un bel cambiamento non solo in termini di allenamento ma anche per sponsor e impegni. A quell’età non è facile saper programmare e organizzare il tutto. Ma guardo anche ai talenti più piccoli come Kelly Doualla, che ha avuto una crescita esponenziale. Questi risultati fanno sperare in una Italia che farà sognare gli spettatori per i prossimi decenni”.

Rivedi l’ultima puntata di Atletica Magazine Lombardia con Erika Saraceni e Matteo Sioli


foto Grana / Fidal

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