Un dolore acuto, improvviso e diffuso lungo lo stinco, precisamente nel bordo postero-mediale della tibia, che rende impossibile correre. Andiamo a conoscere questo nemico del runner, la periostite tibiale, analizzando i sintomi, i fattori di rischio, la prevenzione e il recupero alla corsa.
La periostite tibiale, o sindrome da stress tibiale, è tecnicamente un’infiammazione del periostio tibiale causata da stress ripetitivo dal running e da altri sport ad alto impatto che provoca dolore alla tibia. Ma cos’è il periostio? Non è un tendine, né un muscolo, né un legamento… è la spessa membrana fibrosa che si trova intorno a un osso, costituita da vasi sanguigni, capillari e terminazioni nervose, il che significa che è estremamente vascolarizzata e molto sensibile al dolore.
Partiamo dai sintomi più comuni: questi si manifestano all’inizio sempre durante l’allenamento, mai a riposo, e possono essere distinti sulla base del decorso dell’infiammazione. Il dolore all’esordio è peggiore soprattutto all’inizio del movimento, attenuandosi gradualmente o scomparendo durante la prosecuzione degli esercizi per poi presentarsi di nuovo dopo aver cessato l’attività fisica. Con il progredire della gravità, invece, il dolore si presenta in modo più costante, anche durante lo svolgimento di attività meno intense e, a volte, può essere riferito anche a riposo.
Periostite tibiale: quali sono i fattori di rischio?
Ma quali sono i fattori di rischio del runner?
- Calzature inadeguate
- Stile di corsa e meccanica del movimento erronea
- Deviazioni della caviglia, meglio note come pronazione e supinazione
- Carico di allenamento eccessivo
- Scarso tempo al recupero fisico

Comparsa questa infiammazione, come si deve comportare il runner? Nella fase acuta, sospendere l’attività della corsa, prediligere attività fisiche senza carico, usare il ghiaccio, antinfiammatori (FANS) e tecniche manuali per rilassare le strutture muscolari limitrofe e favorire la circolazione, poi mobilizzazione dell’arto.
Importantissimi sono gli esercizi terapeutici di potenziamento della muscolatura della gamba, un esempio consiste in un esercizio che viene effettuato da seduti con una palla in mezzo alle ginocchia. Appoggiando solo il tallone del lato in disfunzione si intraruota il piede. Importante è sempre rivolgersi a uno specialista.
Per quanto riguarda invece la prevenzione della periostite tibiale, il runner deve in primis controllare la pronazione e il piattismo del piede. Gli atleti con piede piatto hanno il doppio del rischio di sviluppare la periostite tibiale.
In questo caso è utile trovare la calzatura corretta che possa ovviare alla problematica di appoggio e propulsione. Fondamentale è evitare la corsa su sterrato e in discesa se non si è muscolarmente allenati per farla. Può essere poi utile rinforzare i muscoli del polpaccio, poiché ridurrebbe il carico sull’osso tibiale permettendo l’assorbimento dell’impatto sulla componente muscolare. Fondamentali sono anche gli esercizi di stretching per gli arti inferiori.
E ricordate: al primo segno di dolore, fermatevi e sospendete l’attività. Il riposo è fondamentale per il corretto recupero.
foto Pexels
