Torun 2026 al via: Italia, puoi fare la storia

Quattro dei sei medagliati di Tokyo saranno presenti ai mondiali indoor che scattano domani a Torun. In Polonia ci saranno Leonardo Fabbri, Mattia Furlani, Andrea Dallavalle e Nadia Battocletti, mentre gli altri che in Giappone erano saliti sul podio, Antonella Palmisano e Iliass Aouani, non ci saranno semplicemente perché protagonisti di discipline, marcia e maratona, non contemplate dalla rassegna iridata al coperto.

Questo per dire che l’Italia si presenta con una formazione molto ambiziosa e in grado di migliorare il bottino di Nanchino (2 ori, 1 argento), guidata dalla nuova generazione di atleti saliti alla ribalta subito dopo il boom dei Giochi 2021. Non è un caso che nessuno dei campioni olimpici di quell’edizione sarà in gara, per motivi diversi, a Torun. Poco male, perché chi difenderà i colori azzurri ha serie carte in regola per essere protagonista.

Andy Diaz oro mondiale del triplo.


“Siamo a un Mondiale, nessuno ti porta le medaglie a casa o regala qualcosa, non c’è niente di banale e di scontato. Mi piace dire che sia un’Italia di carattere. A tutti chiedo di dimostrarlo anche stavolta” il diktat della vigilia del direttore tecnico, Antonio La Torre.

Quanta concorrenza per Furlani

I personaggi copertina saranno ancora Mattia Furlani e Nadia Battocletti. Spietata la concorrenza nel lungo: occhio ai numeri del bulgaro Saraboyukov, cliente scomodissimo per il reatino. Grande occasione invece nei 3000 metri per Straordinadia. Non ci sono Chebet né Kipyegon. Sulla carta, un paio di etiopi da tenere a bada prima di aprire il gas per fare centro al primo mondiale al coperto della carriera. E, si sa, quando Nadia si mette in testa un obiettivo…

“Credo che il lungo sia la gara più qualificata di tutto il mondiale – ha detto La Torre ai microfoni Fidal – È come un’Olimpiade, o anche di più, perché nel frattempo è uscito fuori Saraboyukov in maniera importante. Per Nadia è una bella sfida, un’occasione per sperimentare e uscire dalla comfort zone”.

Zaynab Dosso regina degli europei.


Non è strano poi immaginare di vedere sul podio Zaynab Dosso, leader stagionale dei 60 metri insieme a Julien Alfred con 6″99 nonché reduce da un bronzo e un argento nelle ultime due edizioni della rassegna, e Leonardo Fabbri, che deve aver imparato la lezione dello scorso anno. “Leo deve liberarsi dal peso della responsabilità, “prendersi” la pedana come ha spesso fatto in Polonia e costringere tutti gli altri a inseguirlo” spiega il dt azzurro.

E poi ci sono gli altri saltatori di grido: Larissa Iapichino, un anno fa oro europeo in sala, e i due triplisti Andy Diaz e Andrea Dallavalle, sin qui non al meglio ma abili a gestire senza strafare gli acciacchi.


Due, su tutti, gli outsider: Federico Riva sempre più a suo agio nei 1500 e il ritrovato Christian Falocchi, forte dei suoi primi 2 metri e 30 nell’alto. Infine la curiosità di vedere all’opera i debuttanti come Oliver Mulas (negli ostacoli insieme a Simonelli) e la sedicenne Kelly Doualla allo sprint. E per i due specialisti delle prove multiple, il redivivo Dario Dester e la guerriera Sveva Gerevini.

Gli azzurri in gara nel day-1

L’orario di tutte le finali dei mondiali indoor di Torun

L’elenco dei 26 azzurri convocati da La Torre

L’intervista a Filippo Randazzo

Le stelle internazionali presenti a Torun 2026

foto Grana / Fidal

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